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Spectro-photo-radio-meter… Lab tour!

Today we had an other quick talk with our tutor Steve, that showed us how the color measurement tools work. Vien had already revealed something, but we hadn’t seen anything in practice, until this afternoon. So, there are 3 rooms, but they have a lot of instruments inside that should be place in more and more space. The room are: measurement laboratory, imaging laboratory and psychophysic (?!) lab, where they do focus groups and surveys.
The measurement tools are divided in two categories:

  1. Spectrophotometer. Instrument that measure colours for contact, connecting with a computer it gives back the color description in term of wave lengths. For this instrument you need flat sample and uniform color.
    Pro: independent from external light, very scientific method.
    Con: can’t measure pattern and screen colors (it records reflected light). Sometimes different wavelengths correspond to the same color, for the weakness of our visione, it doesn’t match the colors.
  2. Spectroradiometer. Instrument used at distance, for measuring avery kind of surfaces and things but:
    Pro: it can measure and record monitor colors (es: color monkey) and also food (you mustn’t touch it), or not flat shape.
    Con: it depends on the external light.

Moreover they have grey boxes, in which you can arrange different light settings, and a particular tool that they’ve invented for taking pictures in a particular light. It’s a big metal box with a drawer where you put the subject of the picture. Then you close the drawer and put the camera on the top of the box, in a stuff designed to handle the camera and to take a picture from the top view. It’s useful for samples with strange shape or pattern surfaces.

Steve also explained to us some practical applications of these tools. Basically (almost) every industrial good is coloured so that (almost) every company need instrument to measure colors. They ran projects with textile companies, pharmaceutical or, for example, with Smarties and Weetabix, that uses a spectroradiometer for checking products quality. But also for the police, he were asked to try to understand the color of a car from a security cam video.

We may think that this subject of studies is very scientific and specific and for more people knowing nothing about it it’s enough, because the ICC (an other interest of color lab) make all the work. But actually colors are everywhere in our life and more and more people are concerned about it.

We’ve also discover this amazing tool called the Swatchmade Cube that will come from Australia..and now we want it!
ps: If it’s not enough have a look at Steve’s blog!
...and maybe buy a new coffee machine, he ensured that it works perfectly!

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Exploration #4. OverLeeds

Going deeply into the project. In this sunny morning we went around looking for details, colours and textures and wondering about what these urban traces can tell. But wow. What a mess!

It seems that in Leeds you can find every color, every pattern, every architectonic style. And it wouldn’t be so surprising if they weren’t so mixed and close and combined. In Leeds present and past live together in the same quarte, in the same street, in the same building. What is it telling us?

Così che è diventata una sfida, un gioco, andare a trovare quei punti di contrasto, di giustapposizione di presente e passato, di vecchio e nuovo. Ma quale passato e quale presente? La storia di Leeds inizia con gli Angli e i Sassoni, ma prima del ‘400 rimane piuttosto piccola e silenziosa. La sua storia evidente è soprattutto sette-ottocentesca. E’ il suo passato nel mercato del tessile della Rivoluzione industriale. Dei sobborghi operai e delle immense Power Station. E’ un passato grigio, fumoso, di mattoni rossi e quartieri di casette tutte uguali con i comignoli come in Mary Poppins. 

E il presente? Quand’è il presente, e di che colore è? E’ nel vetro e nelle superfici lucide e candide del Trinity Centre, nel Merrion, nell’altezza del Bridge Water Place che svetta su tutto il resto. Nelle vetrine dei negozi e botteghe dalle texture più improbabili che sembrano sorreggere gli edifici storici rossi, bianchi, senape che ancora resistono ricchi di pinnacoli e dettagli strutturali ai piani superiori. E’ nei nuovi grattacieli di vetro in cui si riflettono vecchi edifici in terracotta vittoriana.

Who is Leeds?
Which colour is Leeds?

It’s contrast, overlayering, mix and overtelling.

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A quick chat with… Vien Cheung

A quick chat with… Vien Cheung

Insegnante e ricercatrice nel dipartimento Colore della School of Design di Leeds ci incontra per una breve chiacchierata. Ci accoglie raccontandoci del suo unico viaggio in Italia, per una conferenza, a Gargnano (BS), sul lago di Garda. Bello conoscere l’esistenza di città del tuo paese da una ragazza di Hong Kong. Lei è arrivata a Leeds per proseguire le sue ricerche nel campo del colore e della misurazione di esso.

Vien, che insieme ad altri, fa parte dello stesso team di Steve, ci racconta il fascino per questa materia in cui ne intervengono mille altre, in cui si incrociano molti altri saperi: fisica, neuroscienze, percezione.. E aggiungiamo qualche tassello al quadro della School of Design e delle loro ricerche. Dunque: nel lab che, a sentire Vien, non ha niente di fantastico poiché è “tutto grigio” (il grigio serve a fornire un background il più possibile neutro per non influenzare i colori) hanno diverso strumenti di misurazione del colore. Alcuni sono molto precisi, funzionano a contatto, ma possono essere usati solo per colori uniformi e su campioni piatti. Per altre misurazioni, per esempio pattern o altri materiali si servono di Digital camera, professionali certo, ma comunque macchine digitali. Dalle foto scattate poi possono desumere i colori di ogni singolo pixel. Ciò che conta, comunque, è tenere sempre in considerazione quale tipo di luce illumina il nostro colore.

Chiediamo un esempio delle ricerche fanno qui. Molte e diverse applicazioni per altrettante aziende. Colore dei loghi, di stampe, poster ma anche di tessuti, abiti e… denti. Già, un’azienda di dentifrici ha chiesto loro una ricerca (focus group, survey, misurazioni…) per capire che bianco è il bianco dei denti. Ovvero: quand’è che che un sorriso viene percepito come bianco? Ovviamente non è il bianco “fisico” della carta o di uno schermo, risulterebbe innaturale, fuori luogo nel dintorno di labbra, viso… Forse non ci eravamo mai chiesti che bianco è il bianco. Iniziamo oggi.

PS: next Monday we will have a Lab tour!